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Slitta l'aumento dei pedaggi autostradali del 1 Gennaio 2020

Slitta l'aumento dei pedaggi autostradali del 1 Gennaio 2020

13/Gennaio/20

Una bella sorpresa per gli italiani dal Decreto Milleproroghe: il rincaro previsto per Gennaio 2020 slitta a Giugno

Niente rincari ai caselli autostradali per l’inizio del 2020. E’ questo il regalo fatto agli italiani per Natale da parte dell’ultima bozza del Decreto Milleproroghe, l’altro classico di fine anno, dopo il Decreto Fiscale approvato dalla Camera lo scorso 17 dicembre. Attenzione però; l’adeguamento delle tariffe è soltanto rinviato al 30 giugno 2020. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha chiesto infatti ai concessionari di presentare all’Autorità dei Trasporti l’aggiornamento dei piani economici-finanziari (ormai scaduti) entro il 30 marzo.

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Il rincaro tocca all'ANAS

Il Decreto Milleproroghe, ovvero il provvedimento con il quale tradizionalmente i governi emanano disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi evitando le scadenze imminenti, si è pronunciato anche in materia di concessioni ANAS, in caso di revoca decadenza o risoluzione di concessioni di strade o di autostrade. Un passaggio che sembra ipotizzare in caso di revoca della concessione, che la società Autostrade debba pagare in sostanza i danni provocati dal crollo del Ponte Morandi, al netto delle penali.

Per alcune tratte è possibile anche una riduzione

Il calcolo delle tariffe autostradali, potrebbe determinare per alcune tratte anche una diminuzione dei pedaggi, misurati sulla base di prestazioni ed efficienza. Una novità accolta positivamente dall’Unione nazionale consumatori. «È una fantastica notizia – ha dichiarato il presidente Massimiliano Dona – A differenza del passato non si tratta di un mero slittamento di qualche mese, ma di un blocco a tutti gli effetti. Saranno possibili anche riduzioni dei pedaggi, visto che l’Authority ha riportato la redditività delle concessioni a condizioni di mercato e non saranno remunerate in tariffa infrastrutture mai iniziate».