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Paradosso Ecobonus: le auto tassate vendono di più

Paradosso Ecobonus: le auto tassate vendono di più

03/Aprile/19

Dopo il rapporto di Federauto riguardo il mercato delle auto (trovi qui l’articolo completo) è naturale domandarsi quanto l’entrata in vigore dell’Ecobonus possa aver influenzato un così netto calo nelle vendite.

A Marzo infatti si è registrato un -9,6% che ha fatto storcere un po’ il naso ai rivenditori auto.

Ma quanto ha effettivamente influito l’Ecobonus?

Scopriamolo insieme.

Risultati inaspettati

Marzo è stato il primo mese nel quale sono entrate in vigore le misure previste dalla Legge di Bilancio. In particolare i risultati sono stati inaspettati.

Le vendite dei modelli incentivati sono calate del 20% mentre, a sorpresa, quelle dei veicoli tassati cresciute di un forte 60%.

Una spiegazione logica a tutto questo però in realtà potrebbe esserci.

Il fatto che a Marzo 2019 siano state immatricolate 8.000 vetture con emissioni di CO2 superiori a 160 g/Km soggette quindi a ecotassa, contro le 5.000 immatricolate nello stesso periodo del 2018, è soprattutto a causa dei rivenditori auto i quali, con ogni probabilità, hanno spinto proprio questi veicoli.

Il discorso è logico: trattandosi di veicoli più difficili da vendere, li hanno targati a proprio nome (km zero) per rispettare formalmente gli obiettivi di vendita per poi offrirli ai clienti finali con sconti che attenuano, di fatto, l’effetto della nuova tassa.

Questo però non è l’unico fattore.

La crisi dei carburanti

A determinare questa inaspettata crescita nelle vendite di auto soggette alla tassa potrebbe aver influito anche la crisi dei carburanti.

In particolare la crisi del Diesel (-22,6% a Marzo) e dell’immatricolazione di auto a metano (-33,5%) gran parte della domanda si riversa sulle auto a benzina.

Oltre a questo c’è da dire che sull’Ecobonus pesano anche fattori strutturali come la mancanza di modelli elettrici e ibridi, di fatto gli unici a poterne usufruire. I costruttori hanno programmato un incremento nella produzione e nuovi lanci solo per l’anno prossimo.

Stando così le cose difficilmente modificheranno i loro piani per un Paese relativamente piccolo come l’Italia.