Aumento costo energia elettrica, anche per le auto

Autore: Tiziana Attanasio

Aumento costo energia elettrica, anche per le auto

Consigli per l'acquisto auto

L’aumento dell'energia elettrica potrebbe avere delle importanti conseguenze anche per le auto di ultima generazione. Non essendo più tanto legate al rincaro del petrolio, le ibride ed le elettriche risultano strettamente dipendenti dal costo dell'energia elettrica. 

Ecco perché i tanto temuti rincari dell'energia elettrica possono avere delle ripercussioni immediate sulle auto di ultima generazione. Scegliere un’auto tradizionale, quindi, potrebbe essere la soluzione per ovviare alla problematica attuale. 

In questo articolo vedremo:

L’importanza della transizione ecologica

Tutti noi sappiamo come la transizione ecologica sia qualcosa di importante e imprescindibile. Vivere su un pianeta sano è il desiderio di chiunque. 

Ogni giorno però possiamo notare l'avanzare delle conseguenze del progresso industriale e di come, nel corso degli anni, si sia deturpato il mondo in cui viviamo. Ghiacciai che si sciolgono e panorami che cambiano per sempre. 

In questa situazione sufficientemente drammatica diventa necessario programmare un cambiamento epocale al fine di avere emissioni zero in ogni singolo settore. Non sarà sicuramente semplice, ma è decisamente fondamentale per poter dare alle future generazioni uno Stato e un pianeta puliti e in buone condizioni. 

Il mondo Automotive è uno dei principali settori in cui possono verificarsi ripercussioni importanti nell'immediato. Da oltre 100 anni le auto si alimentano a benzina e diesel, ma, negli ultimi anni, la svolta della mobilità sostenibile è diventata qualcosa di molto concreto. La crescita delle auto elettriche e delle auto ibride plug-in, infatti, sta continuando in modo consistente. Ricaricare un’auto elettrica vuol dire utilizzare energia elettrica invece di recarsi presso un distributore per un pieno di carburante. È logica conseguenza che se il costo dell'energia elettrica cresce, aumenterà anche il costo per ricaricare un’auto elettrica e ibrida plug in. 

Le dichiarazioni del Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, hanno messo sul chi va là tutti coloro che possiedono un’auto elettrica o sono in procinto di acquistarne una in cui la componente elettrica risulta preponderante. 

Le previsioni, infatti, sono di un aumento di circa il 40% del costo dell'energia elettrica. Tutto questo succede in quanto aumentano i prezzi sia del gas a livello internazionale che della CO2 prodotta. Detta in altre parole, aumenta sia il prezzo della materia prima e aumentano anche i costi dei diritti delle emissioni di anidride carbonica. 

Ogni giorno le aziende energetiche e le aziende energivore, presenti in Italia, per compensare la CO2 che emettono in atmosfera, devono pagare un tot di euro. Per questo motivo il costo dell'energia aumenta. 

L'aumento del costo del gas ha inoltre un effetto sulla bolletta elettrica in quanto la stragrande maggioranza delle centrali elettriche italiane utilizza il gas per produrre energia. 

L’impegno del Governo

Il Governo è già al lavoro da qualche tempo per cercare di eliminare il problema. Esistono diverse strategie e idee che possono essere applicate nel breve, medio e lungo termine. 

Se nel lungo termine è auspicabile realizzare centrali energetiche che non hanno emissioni di CO2 e non sono legate a eventuali materie prime acquistate da terzi Stati, il problema è nel breve e nel medio termine. 

Il Governo, infatti, ha l'obiettivo immediato di calmierare l'aumento dell'energia elettrica con una serie di politiche di compensazione quali la riduzione dell'IVA. 

L'aumento del 40% potrebbe arrivare, non solo nel brevissimo termine (già a partire da questi mesi), ma anche nel medio termine. Come abbiamo detto la grande maggioranza dell'energia consumata in Italia viene prodotta con il gas. Il costo della materia energia equivale a circa il 60% della bolletta elettrica e un aumento del 40% sarebbe veramente devastante. 

Il gas ha un costo sul commercio internazionale che si è raddoppiato nel corso dell'ultimo anno passando da circa 2.360 dollari, agli attuali 5.200 dollari per ogni MMBtu (unità di misura del gas sul mercato internazionale). Sebbene siamo molto lontani dal record di 13.900 dollari di settembre 2005, il Governo sta comunque cercando di calmierare tali situazioni al fine di evitare una stangata sulle famiglie. 

In considerazione del fatto che i consumi stanno ripartendo dopo il crollo del 60% registrato nel 2020, un aumento del costo dell'energia sarebbe veramente troppo. Se nel lungo periodo il Governo italiano quindi può cercare di sviluppare una forma di produzione di energia elettrica rinnovabile, molto deve essere fatto però nel medio e breve termine. 

Attualmente l'Italia produce il 30% della propria energia sotto forma di fonti energetiche rinnovabili, ovvero solare, eolico e idroelettrico. Il Governo quindi è alle prese con una serie di previsioni delle diverse voci di spesa che sono presenti in bolletta. 

Se il costo della componente energia è di circa il 60% del totale, molte altre spese sono presenti nella bolletta. Leggendo infatti la bolletta possiamo notare che:

  • le imposte pesano circa sul 10%
  • il 18% della bolletta è legata al trasporto e alla gestione del contatore
  • il 10% della bolletta è legata agli oneri di sistema

Quest'ultima voce è sicuramente la più controversa in quanto riunisce tutta una serie di oneri legati all'energia. In altre parole la bolletta che noi paghiamo, contempla anche degli oneri legati a:

  • messa in sicurezza del nucleare
  • incentivi alle fonti rinnovabili
  • copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario

Tutta una serie di oneri legati al mondo dell'energia che rientrano quindi nella bolletta ed è il singolo cittadino che paga. L'Unione Europea su questo aspetto ha però richiesto un insieme di revisioni in occasione dell'approvazione del Recovery Fund, e il Governo Draghi ha già affermato di voler rivedere l’argomento.

I costi della transizione ecologica

Per quel che riguarda gli oneri di sistema dobbiamo anche citare i costi legati alla transizione energetica ovvero i diritti di emissioni delle CO2. Il famoso piano della Commissione Europea che ha l'obiettivo di abbattere il 55% delle emissioni entro il 2030, prevede anche che i consumatori debbano acquistare i certificati per i loro impianti di riscaldamento e per il trasporto. Tale situazione non è ancora palese, ma sarà sicuramente presente nel medio termine. Tutto ciò potrebbe portare a un aumento del costo dell'energia da qui al 2030. 

Cosa fare nel breve termine?

Gli automobilisti che attualmente stanno cercando di comprendere come muoversi nel mercato Automotive, sono quindi in una situazione di dubbio. 

È facile spaventarsi davanti alla visione non tanto idilliaca di un aumento dell'energia elettrica. Sebbene il Governo possa calmierare temporaneamente questo aumento delle bollette, sicuramente un aumento nel mondo Automotive ci sarà. 

Gli automobilisti che hanno acquistato un’auto elettrica o che sono in procinto di farlo, sostengono attualmente dei costi che variano da circa €0,20 fino a €0,50 per ogni chilowattora. È possibile infatti ricaricare un’auto elettrica o ibrida plugin all'interno della propria casa tramite un comunissimo wallbox al costo di €0,20 per KWH. In alternativa è possibile ricaricare molto più velocemente la propria auto grazie alle colonnine di ricarica ultra fast pubbliche al costo di circa €0,50/KWH. 

Nel caso concreto di un aumento dei prezzi dell'energia, ovviamente ricaricare un’auto elettrica avrà un diverso prezzo. Dai semplici €0,20 possiamo raggiungere i 24/25 centesimi di euro e tranquillamente i 50 centesimi possono diventare i €0,70.

Molto spesso l’auto elettrica è vista come uno strumento ecologico ma anche di risparmio. Tuttavia i rincari dei costi di ricarica, potrebbero decisamente frenare o perlomeno rallentare la transizione ecologica delle quattro ruote. Escludendo coloro che hanno un importante impianto fotovoltaico sul tetto, tutte le altre persone devono prestare attenzione al prezzo dell'energia. 

Le auto usate possono essere la soluzione nell’immediato?

Per concludere questo articolato ragionamento, dobbiamo ricordarci che il 2035 è l'anno delle grandi transizioni in termini di mobilità sostenibile. 

Diversi Governi internazionali hanno posto questo anno come la data ultima per vendere auto termiche. Molte case automobilistiche stanno sviluppando gli ultimi motori a benzina e diesel e non prevedono di crearne ulteriori. 

In considerazione di quanto detto prima, la scelta ottimale attualmente è quella di acquistare un’auto usata termica. 

Mancano infatti ben 14 anni al momento in cui le aziende non potranno più vendere auto termiche. 

Attenzione però a non confondere questa data come l'ultima data disponibile per poter utilizzare un’auto termica. Molto probabilmente, anzi quasi sicuramente, le attuali auto termiche potranno continuare a circolare per moltissimi anni, ben oltre il 2035. 

Ad eccezione delle grandi città, il resto dell'Italia infatti è libero da norme che limitano i moderni benzina e diesel. 

Acquistare quindi un’auto usata può essere un ottimo affare al fine di contrastare il rincaro dell'energia elettrica. Possiamo avere un’auto regolarmente funzionante per moltissimi anni senza preoccuparci dell’aumento dell'energia elettrica. 

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